La rivista Cinema 60 Nosferatu
 
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anno L

n.301

In questo numero:

 

Editoriale
Il canone sbagliato (Mino Argentieri)

Prima fila

"Videocracy" (Federico Govoni)

"Il grande sogno" (Roberto Chiesi)

"Antichrist" (Tina Porcelli)

"Le ombre rosse" (Franco La Magna, Angelo Pizzuto)

"Vincere" (Roberto Chiesi)

Angolazioni

Da Walt Disney a John Lasseter (Claudio Bertieri)

Kieslowski e il passe-partout della metafisica (Alessandra Cataneo)

Andrej Tarkovskij: la cattedrale e il vulcano (Paolo Landi, Paolo Lago)

Memoria del cinema

L'Istituto Luce nella guerra civile spagnola (Felix Monguilot Benzal)

Mandarà, un costruttore di televisione (Ivano Cipriani)

Saltava in alto (Gian Paolo Testa)

Il caro amico del club Bolchi (Valnea Curatolo Federighi)

Il romanzo di uno smacco (Mino Argentieri)

Cinema e teatro

Per Tullio Kezich e Nanda Pivano (Angelo Pizzuto)

Mostre, rassegne e festival

Festival di Salonicco: svetta Anghelopoulos (Umberto Rossi)

Cannes in poche parole (u. r.)

Punti di vista a confronto (a cura di Tania Patrini)

Occhio Critico

Miscellanea

Contro video (Monitor)

Indicatore librario (a cura di Angelo Salvatori)

 

 

 

 
 

I NOSTRI COLLABORATORI

Questioni di principio

Chi sono i collaboratori -tutti rigorosamente non pagati- di Cinemasessanta ? Intanto si può cominciare con il dire quelli che non lo sono: chi parteggia per un sistema oligopolistico della produzione culturale, per esempio, non è interessato a collaborare alla rivista. Il gruppo che ha diretto Cinemasessanta ha per anni combattuto su due fronti: contro lo strapotere del mercantilismo, quando questo si muoveva a scapito dell'intelligenza e della creatività nell'industria e contro tutti i residui dello stalinismo nell'Est (e non solo). Ha detto no alla confusione tra ideologia ed estetica, nella convinzione che l'ideologia sia una cosa e l'opera artistica un'altra, rispondente a leggi proprie. Certamente i rapporti tra estetica e politica, tra estetica ed economia esistono e vanno analizzati nel fitto, delicato e frastagliato intrico di mediazioni interagenti, prendendo posizione. Le nostre posizioni sono state sempre favorevoli all'aumento dei margini di libertà per la creazione e alla più ricca dialettica delle proposte, non per una forma di omaggio o di idolatria nei confronti dell'arte, ma perché non siamo riusciti a dissociare nel passato, né lo facciamo oggi, la libertà dell'arte dalla libertà del cittadino, dell'uomo, dell'individuo.

Una lista lunga quarant'anni

Hanno, tra gli altri, scritto su Cinemasessanta: Lino Miccichè, Gian Piero Brunetta, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Salvatore Piscicelli, Ansano Giannarelli, Giuseppe Ferrara, Marco Muller, Mario Gallo, Dario Natoli, Cesare De Michelis (il fondatore della casa editrice Marsilio), Maurizio Ponzi, Anna Maria Tatò, Vito Zagarrio, Ivano Cipriani, Giorgio De Vicenti, E accanto a questi, cioè accanto a uomini che si occupavano e si occupano di cinema e di spettacolo, vanno segnalati anche altri, come Goffredo Fofi, Paolo Sodano, Bruno Manfellotto, uno dei vicedirettori dell'Espresso e Alberto Abruzzese, oggi noto sociologo della comunicazione, che ha esordito su Cinemasessanta.


 

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