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I NOSTRI COLLABORATORI
Questioni di principio
Chi sono i collaboratori -tutti rigorosamente non
pagati- di Cinemasessanta ? Intanto si può cominciare con
il dire quelli che non lo sono: chi parteggia per un sistema oligopolistico
della produzione culturale, per esempio, non è interessato
a collaborare alla rivista. Il gruppo che ha diretto Cinemasessanta
ha per anni combattuto su due fronti: contro lo strapotere del mercantilismo,
quando questo si muoveva a scapito dell'intelligenza e della creatività
nell'industria e contro tutti i residui dello stalinismo nell'Est
(e non solo). Ha detto no alla confusione tra ideologia ed estetica,
nella convinzione che l'ideologia sia una cosa e l'opera artistica
un'altra, rispondente a leggi proprie. Certamente i rapporti tra
estetica e politica, tra estetica ed economia esistono e vanno analizzati
nel fitto, delicato e frastagliato intrico di mediazioni interagenti,
prendendo posizione. Le nostre posizioni sono state sempre favorevoli
all'aumento dei margini di libertà per la creazione e alla
più ricca dialettica delle proposte, non per una forma di
omaggio o di idolatria nei confronti dell'arte, ma perché
non siamo riusciti a dissociare nel passato, né lo facciamo
oggi, la libertà dell'arte dalla libertà del cittadino,
dell'uomo, dell'individuo.
Una lista lunga quarant'anni
Hanno, tra gli altri, scritto su Cinemasessanta: Lino
Miccichè, Gian Piero Brunetta, Sandro Petraglia, Stefano
Rulli, Salvatore Piscicelli, Ansano Giannarelli, Giuseppe Ferrara,
Marco Muller, Mario Gallo, Dario Natoli, Cesare De Michelis (il
fondatore della casa editrice Marsilio), Maurizio Ponzi, Anna Maria
Tatò, Vito Zagarrio, Ivano Cipriani, Giorgio De Vicenti,
E accanto a questi, cioè accanto a uomini che si occupavano
e si occupano di cinema e di spettacolo, vanno segnalati anche altri,
come Goffredo Fofi, Paolo Sodano, Bruno Manfellotto, uno dei vicedirettori
dell'Espresso e Alberto Abruzzese, oggi noto sociologo della comunicazione,
che ha esordito su Cinemasessanta.
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