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VEDERE L'AUDIOVISIVO
Il discorso sull'audiovisivo, ovvero sulla televisione
e sugli altri canali di comunicazione a questa similari o riferibili,
Cinemasessanta l'ha sempre affrontato con particolare attenzione,
nonostante negli anni sessanta l'intreccio tra cinema e tv fosse
modesto. Nondimeno fu dedicato alla televisione un certo numero
di pagine. Terzo canale - all'epoca i canali della televisione erano
soltanto due - nacque praticamente con la rivista. Era qualcosa
di più di una rubrica di recensioni televisive, piuttosto
una specie di supplemento interno di cui si occupava in modo particolare
Ivano Cipriani, che fu sospeso quando nel 1964 nacque una rivista
specifica, Televisione, verso la quale emigrarono quasi tutti i
collaboratori di Terzo canale. Ma Televisione resse appena due anni,
Cinemasessanta, molto tempo dopo, nel 1983, ripristinò una
rubrica televisiva, Piccolo schermo, che nel 1995 è stata
sostituita da Controvideo.
Oggi la rivista non dimentica di seguire gli eventi più significativi
della tv e la riflessione critica, e in parte sociologica su questi,
è sempre presente con interventi saggistici che mirano ad
analisi e approfondimenti di merito. Si potrebbe dire che in Cinemasessanta
ci sono stati ritardi nella valutazione dei nuovi fenomeni mediatici,
ma così non è. La rivista se n'è occupata e
se ne occupa nonostante il clima e le tendenze generali. Il profondo
cambiamento, nella natura e qualità dei programmi, verificatosi
tra gli anni sessanta e gli anni ottanta-novanta, ha gradualmente
reso sterile, cronachistica e priva di prospettive quella critica
che dominò invece, ricca di idee e di proposte, il primo
decennio dopo la nascita della tv in Italia. Le Università
orientano i giovani soprattutto verso i problemi e le analisi di
carattere strettamente sociologico (l'audience, gli effetti, l'agenda,
ecc.) e verso le questioni politiche, gestionali, tecnologiche,
dimenticando i grandi temi di carattere culturale. Il riferimento
base sono i processi industriali e commerciali dei media e non la
ricaduta dei loro messaggi sulla pubblica opinione e sulle coscienze
individuali. Cinemasessanta ha cercato e cerca di opporsi a questo
andazzo, pur nella consapevolezza di muoversi controcorrente, a
360 gradi.
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